L'artista Miltos Skouras parla di Philippos


Oggi l’artista ateniese Miltos Skouras, si dedica unicamente alla pittura ma, in passato a partire dagli anni ’80, pubblica graphic novels ed è attivo nel campo della pubblicità lavorando per le maggiori firme di moda e design (Persol, Rolex, Armani, Versace, ...). Nel 2010 abbandona il settore commerciale per dedicarsi esclusivamente alla pittura. Nel 2016 espone allo State Museum of Contemporay Art di Salonicco, "Black and White Stories" una serie di dipinti, che sono istantanee narrative e conservano il forte impatto pittorico del grafic novel. Miltos Skouras ha accettato di collaborare con PHILIPPOS HELLENIC GOODS per la creazione del concetto innovativo di una linea food interamente greca che ha l'ambizione di esportare la qualità di un territorio dal potenziale straordinario.

In questa intervista risponde ad alcune domande sulla relazione tra arte e beni di consumo.

Estetica e autenticità

PHILIPPOS HELLENIC GOODS è un progetto che vuole integrare estetica e qualità, genuinità e praticità, in una linea di prodotti del territorio pensata per realizzare un ampio concetto di piacere e benessere che scaturiscono dal rapporto con il cibo. Cos’ha significato per lei rispondere questa esigenza?

L'attività di PHILIPPOS HELLENIC GOODS è esclusivamente incentrata su prodotti naturali del territorio greco. La natura e le leggi che la governano si impongono, in un certo senso, sul processo estetico. Siamo noi che dobbiamo adattarci alle sue condizioni. 
Così, quanto più puntiamo su autenticità e qualità, nell’essenza e nell’uso di un prodotto, tanto più l’estetica diventa un attributo sostanziale del prodotto stesso e s’intreccia con l’antica idea della vita buona: la vita felice, realizzata, riuscita. Nello stesso modo in cui, tanto la bellezza e l’armonia di una barca quanto la sua navigabilità e la buona tenuta del mare, sono il risultato di una costruzione sapiente e accurata.

Estetica e cibo

Qual è il rapporto oggi fra estetica e alimentazione? È un rapporto nuovo?
L’estetica è parte integrante dell’identità di ogni prodotto e questo vale anche per il food. I prodotti e la loro estetica sono definiti da chi li produce e da chi li consuma. L’estetica è da sempre il risultato della sintesi di esperienze culturali individuali.

Mantenere le promesse

Non pensa che servirsi di un «bel packaging» per proporre prodotti della terra come l'Olio Extra Vergine, le olive, i pistacchi, rischia di tradire il valore della tradizione o ingannare chi ricerca nel prodotto genuino uno stile di vita autentico?
La nostra epoca è caratterizzata da una confusione generalizzata. Questa comunque non ci fornisce scuse per sentirci vittime o colpevoli. Il designer deve far emergere l’essenza, la verità. Non può fare affidamento sui dati o su ciò che è ovvio, ma piuttosto ispirare e lasciarsi ispirare dai valori dell'oggetto, portatori di nuova naturalezza. Infine, credo che l’inganno c’è, se ci lasciamo ingannare.

Cosa significa per un artista impegnarsi in un progetto commerciale?
Non credo che la commercializzazione implichi la manipolazione di ciò che si crea. Come ho detto prima, mi piace raccogliere la sfida di appropriarmi di una verità pertrasformarla in una nuova naturalezza.

Quanto conta per lei l'idea di rappresentare cultura e valori greci e come questo aspetto l'ha influenzato nelle scelte stilistiche nel suo lavoro con PHILIPPOS HELLENIC GOODS?
Sono greco in modo selettivo. Il mio modo di integrare  esperienze multiculturali e scelte personali, si è impresso in maniera sostanziale nella mia opera.

Quale immagine della Grecia all'estero ma anche agli stessi Greci le piacerebbe dare attraverso questi prodotti?
Direi: “ουκ εν τω πολλώ το ευ αλλά εν τω ευ το πολύ” che per noi può significare:possiamo avere tanto, solo facendo bene.

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