La Madonna d'Agosto


Tradizione e religione hanno, ancora oggi, un posto importante nella vita quotidiana dei greci.Fin dalla notte dei tempi in ogni dove, dall’isola più minuscola, al più remoto paesino di montagna, in agosto sono ci sono tre importanti festività religioseSotiros – il Salvatore, Panagia – La Vergine Maria, Faneromeni – Colei che appare.

In questo post desidero condividere con voi gli usi tuttora vivi nell’isola di Egina, per questi tre particolari momenti.

Sotiros, il Salvatore

Ai piedi del maestoso monte Oros (532 m s/m) la montagna più alta di Egina, c’è la vecchia Chiesa degli Arcangeli con l’antico ulivo protetti dall’imponente muro dei Ciclopi. Il muro ha questo nome perché è costruito con pietre così grandi che solo creature della stazza dei ciclopi avrebbero potuto trasportarle in quel luogo circa 4.000 anni fa. 
È un sito sacro e, a partire dall’inizio del 1900 gli abitanti dell’isola vi si trovano per salutare agosto, il sesto giorno del mese. È ancora lì l’enorme ulivo attorno al quale si raccolgono i fedeli arrivati da vicino e da lontano per celebrare il Salvatore (Sotiros). In quel giorno si mangia solo pesce, tradizione questa, tuttora osservata in Grecia.

Nelle due settimane che seguono, ci sono due festività in onore della Madonna.

Panagia, la Vergine Maria

Un tempo, la notte del 14 agosto, la gente cavalcava asini e muli percorrendo i cammini di montagna per raggiungere il monastero della Madonna dei leoni d’oro (Panagia Chrysoleontisa) nel cuore dell’isola. 
I fedeli portavano acqua di fonte in grandi caraffe d’argilla, formaggio casereccio, olive, fichi e le coperte e tappeti tessuti con le loro stesse mani. Avrebbero passato la notte sotto i pini che circondano il monastero. 
I musicisti con gli strumenti tradizionali costruiti da loro, arrivavano da diverse parti dell’isola e così i venditori ambulanti che esponevano la loro piccola mercanzia, anellini, braccialetti di perline, gomme da masticare, bamboline, ranocchi di latta, vino rosso dolce – mavrodafni – venduto per 1/5 di dracma in un bicchierino da uzo. 
La messa iniziava all’alba con l’arrivo del prete a cavallo di un asino, continuava per tutta la notte e il giorno successivo. La gente rendeva onore all’icona della Vergine Maria chiedeva miracoli. 
In caso di siccità, l’icona era sollevata e trasportata in processione dagli uomini per tutto il cammino fino alla cima del Monte Oros, accompagnata da canti e preghiere. Al ritorno verso il monastero avrebbe certamente piovuto molto. Qui si deve osservare che Oros è l’antico sito del tempio di Zeus, padre di tutti, che controlla il tempo, il tuono, la luce e la pioggia. Anche il mitico re Acheo sovrano di Egina, in caso di siccità, avrebbe personalmente visitato il Monte Oros e pregato per la pioggia. È interessante osservare come in Grecia nei secoli le diverse credenze si siano sovrapposte e rimescolate.

Panagia Faneromeni, Colei che apparve

Nove giorni dopo il 15 agosto, il giorno dell’assunzione di Maria in cielo, c’è un’altra festa in suo onore chiamata Faneromeni ossia, Colei che apparve. Una di queste si svolge nella Chiesa del paesino di Anitzeo, il più vicino al Monte Oros ed è chiamata Ta eniamera (che significa 9 giorni dopo). In quest’occasione 200-300 persone arrivavano dagli altri villaggi per pregare e danzare. L’icona accompagnata da canti e preghiere è portata in processione in tutto il villaggio. I fedeli volgono lo sguardo a est per ricevere la benedizione. 
Un tempo dopo la messa, le prime note dei violinisti si diffondevano nell’aria e le donne scioglievano il foulard bianco che copriva i capelli nerissimi e lo offrivano all’uomo il quale lo afferra e balla con lei. Il foulard era l’unico contatto fra i due: in segno di rispetto non si sfiorano neppure la mano. Se la donna era vedova il suo foulard era nero. Gli uomini indossavano la loro sciarpa bianca attorno al collo per non sporcare la camicia e i più arditi usavano affrancarne un angolo alla tasca posteriore dei pantaloni. 
All’ora di cena le donne spiegavano manti e tappeti sul sagrato della Chiesetta bianca. Vi disponevano il cibo. Una famiglia portava pesce sotto sale, l’altra i pomodori dell’orto, il pastore il suo formaggio, altri mettevano il vino o le olive. In quel giorno condividevano tutto come fratelli. Erano poveri ma la vita li avvicinava e li teneva insieme.

Nelle feste d’agosto, i loro antenati celebravano la Vergine Maria, negli stessi giorni negli stessi villaggi in cui oggi è celebrata in tutta la Grecia.

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